Harissa: cos’è la salsa simbolo della cucina tunisina

L’harissa è una pasta piccante a base di peperoncini rossi secchi, aglio, coriandolo, cumino e olio d’oliva, l’ingrediente che più di ogni altro definisce l’identità gastronomica della Tunisia. Non è un semplice condimento: accompagna il couscous, il brik, il lablabi, la carne alla griglia e il pane del mattino, ed è presente sulla tavola tunisina praticamente a ogni pasto. Nel 2022 l’UNESCO l’ha iscritta nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, un riconoscimento che conferma quanto questa salsa sia parte integrante della cultura del Paese, più che un semplice prodotto da dispensa.

Le origini dell’harissa e la sua diffusione nel Maghreb

Il peperoncino arrivò in Nord Africa nel Cinquecento, introdotto dagli spagnoli durante la dominazione di Tunisi del 1535, e si innestò su una tradizione di paste di spezie già radicata nella cucina berbera. Da lì l’harissa si diffuse in tutto il Maghreb, assumendo però in Tunisia un ruolo più centrale che altrove: mentre in Marocco e Algeria resta spesso un condimento tra i tanti, in Tunisia è l’ingrediente di riferimento, presente in quasi ogni preparazione salata. Chi cerca un’alternativa quando l’harissa non è disponibile si orienta di solito verso lo shatta libanese o il sambal indonesiano, ma nessuno dei due riproduce l’equilibrio specifico di coriandolo e cumino che caratterizza la versione tunisina.

Gli ingredienti tradizionali

Peperoncini, aglio e spezie: la base comune

Peperoncini rossi essiccati per la preparazione dell'harissa

La base dell’harissa tradizionale è composta da peperoncini rossi secchi reidratati, aglio fresco, coriandolo macinato, cumino e un filo abbondante di olio d’oliva, che lega gli ingredienti e ne prolunga la conservazione. Alcune varianti aggiungono carvi o menta essiccata, altre un tocco di concentrato di pomodoro per ammorbidire il piccante. Nelle preparazioni più artigianali gli ingredienti vengono pestati a mano nel mortaio, un metodo che i tunisini ritengono preservi meglio l’aroma rispetto alla lavorazione industriale.

Perché ogni famiglia tunisina ha la propria ricetta

Non esiste un’unica ricetta ufficiale dell’harissa: ogni famiglia tunisina custodisce la propria variante, tramandata oralmente e regolata sul grado di piccantezza che la famiglia stessa preferisce. Nella regione di Nabeul, considerata la patria dell’harissa tunisina, si tende a un gusto più intenso; nelle zone costiere prevalgono versioni più equilibrate, pensate per accompagnare il pesce. Questa variabilità è parte del motivo per cui l’UNESCO ha riconosciuto l’harissa non come un prodotto standardizzato, ma come una pratica culturale viva.

L’harissa, Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO

Il 30 novembre 2022 l’UNESCO ha inserito le conoscenze, le competenze e le pratiche legate all’harissa nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, riconoscendo il valore sociale della sua preparazione: la raccolta dei peperoncini a fine estate, l’essiccazione sui tetti delle case, la lavorazione condivisa tra le donne della famiglia. È un riconoscimento che va oltre il piatto in sé e racconta un rituale collettivo che scandisce ancora oggi l’autunno in molte case tunisine, soprattutto nelle regioni di Nabeul e Gabès.

Come si usa l’harissa nella cucina tunisina

L’harissa accompagna una parte consistente dei piatti tipici della cucina tunisina. Nel couscous viene sciolta nel brodo o servita a parte, per regolare il piccante a piacere: la nostra guida al cous cous tunisino ne racconta le varianti regionali. Nel brik un velo sottile viene spalmato sulla sfoglia prima della farcitura di tonno e uovo, come spiegato nella guida al brik tunisino. Nel lablabi, la zuppa di ceci che apre le giornate fredde, è uno degli ingredienti fondanti insieme al cumino e all’aglio. Compare anche nell’ojja, le uova cotte nella salsa di pomodoro e peperoni, e semplicemente spalmata sul pane caldo del mattino insieme a un filo di olio d’oliva, la colazione più diffusa nei quartieri popolari di Tunisi.

PiattoDose di harissa indicativa
Couscous (brodo o a parte)1 cucchiaino ogni 4 persone, regolabile a piacere
Hummus1 cucchiaio ogni 250 g di ceci
Polpette o carne macinata2 cucchiaini ogni 500 g di carne
Insalata di ceci1 cucchiaio ogni 400 g di ceci lessati

Dove comprare l’harissa autentica a Tunisi

Bancarelle di spezie e harissa al Mercato Centrale di Tunisi

Il Mercato Centrale di Tunisi, in Rue Charles de Gaulle, espone harissa artigianale accanto a spezie e olive, venduta sfusa o in barattoli preparati dalle stesse famiglie che la producono. Nella Medina, le botteghe di spezie del Souk El Attarine offrono versioni altrettanto autentiche, spesso lavorate al momento su richiesta del cliente. Le versioni industriali in tubetto si trovano ovunque nei supermercati, comode per il viaggio ma meno rappresentative del prodotto artigianale. Un barattolo di harissa acquistato al mercato resta il souvenir gastronomico più autentico che si possa portare via da Tunisi.

Come conservare l’harissa in barattolo

L’harissa si conserva in frigorifero per diverse settimane se ricoperta da un sottile strato di olio d’oliva, che la protegge dall’aria e ne rallenta l’ossidazione. Le versioni artigianali acquistate al mercato, prive di conservanti, vanno consumate entro un paio di settimane dall’apertura. Per un viaggio in aereo verso l’Italia è preferibile scegliere barattoli sigillati e verificare le norme doganali sui prodotti alimentari prima della partenza.

Per scoprire gli altri piatti simbolo del Paese, dal couscous al brik, la guida completa alla cucina tunisina resta il punto di partenza.

Domande frequenti

Come si usa l’harissa in cucina?Si usa come condimento piccante per couscous, brik, lablabi e carne alla griglia, oppure spalmata sul pane con un filo di olio d’oliva. La quantità va regolata in base al grado di piccantezza della preparazione.
Cosa usare al posto della harissa?In assenza di harissa si possono usare lo shatta libanese o il sambal indonesiano, pur senza riprodurne esattamente l’equilibrio di coriandolo e cumino. Anche una pasta di peperoncino con aglio e cumino preparata al momento è un’alternativa accettabile.
Come è fatta la salsa harissa?È composta da peperoncini rossi secchi reidratati, aglio, coriandolo, cumino e olio d’oliva, pestati insieme fino a ottenere una pasta densa. Le varianti regionali possono aggiungere carvi, menta essiccata o concentrato di pomodoro.
Che cos’è la spezia harissa?Non è propriamente una spezia ma una pasta di condimento a base di spezie e peperoncino. Il termine viene talvolta usato in modo improprio anche per il mix di spezie secche che ne riproduce l’aroma senza la componente grassa dell’olio d’oliva.
Quanto è piccante l’harissa tunisina?Il livello di piccantezza varia molto da produttore a produttore e da famiglia a famiglia, in base alla quantità di peperoncino usata. Le versioni artigianali del mercato tendono a essere più intense di quelle industriali in tubetto, pensate per un pubblico più ampio.

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